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Diritto Civile

Risoluzione del contratto di distribuzione per inadempimento

La sentenza conferma la legittimità della risoluzione dei contratti di distribuzione in caso di grave inadempimento del piano di rientro concordato per i debiti pregressi. Viene inoltre riconosciuto il diritto al risarcimento del danno per violazione del canone di buona fede, qualora la comunicazione di risoluzione sia avvenuta in modo repentino e senza la concessione di un termine congruo per sanare l’inadempimento. Non sussiste, invece, la responsabilità per concorrenza sleale in capo al creditore che abbia partecipato ad una gara pubblica dopo aver comunicato la risoluzione del contratto al debitore.

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Decreto Aiuti-bis, sospensione efficacia clausole contrattuali

Il Tribunale ha stabilito che la sospensione dell’efficacia delle clausole contrattuali prevista dal Decreto Aiuti-bis riguarda solo le modifiche unilaterali alle condizioni generali di contratto e non l’aggiornamento del prezzo alla scadenza di condizioni economiche pattuite in un separato documento.

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Revocatoria cessione quote societarie per eventus damni

La sentenza afferma il principio secondo cui l’azione revocatoria ordinaria ex art. 2901 c.c. può essere esercitata anche quando il credito non sia ancora liquido, certo ed esigibile, essendo sufficiente la sua esistenza e la sua idoneità a determinare un pregiudizio per il creditore. Inoltre, il Giudice, nel caso di specie, ha ritenuto integrato il requisito dell’eventus damni in quanto l’atto di disposizione ha determinato un pericolo di danno per il creditore, avendo reso più incerta l’esecuzione coattiva del credito.

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Appello dichiarato improcedibile per intervenuto fallimento

La sentenza analizza la legittimità di un’esecuzione forzata basata su una sentenza di lavoro confermata in appello dichiarato improcedibile per intervenuto fallimento del debitore, affermando che la dichiarazione di improcedibilità non travolge la sentenza di primo grado.

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Manleva assicurativa per inadempimento contrattuale

La sentenza afferma il diritto alla manleva nei confronti della compagnia assicurativa in caso di inadempimento contrattuale dell’assicurato, qualora questo rientri nella copertura assicurativa. La compagnia è tenuta a risarcire i danni subiti dal terzo a causa dell’inadempimento, comprese le spese legali sostenute dall’assicurato.

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Appalto, riconoscimento dei vizi e impegno a rimuoverli

Il semplice riconoscimento dei vizi e delle difformità dell’opera da parte dell’appaltatore implica la superfluità della tempestiva denuncia da parte del committente, ma da esso non deriva automaticamente, in mancanza di un impegno in tal senso, l’assunzione in capo all’appaltatore dell’obbligo di emendare l’opera, che, ove configurabile, è una nuova e distinta obbligazione soggetta al termine di prescrizione decennale; ne consegue che il predetto riconoscimento non impedisce il decorso dei termini brevi della prescrizione previsti in tema di appalto.

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Occupazione abusiva suolo pubblico e canone COSAP

Il Tribunale ha stabilito che l’occupazione abusiva di suolo pubblico, anche se parziale, comporta la corresponsione di un’indennità, ma che il pagamento del canone per la porzione di area legittimamente occupata deve essere detratto dall’importo dovuto a titolo di indennità, al fine di evitare un ingiustificato arricchimento per l’ente pubblico.

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Inammissibilità della querela di falso incidentale tardiva

Il tribunale ha dichiarato inammissibile una querela di falso incidentale presentata in ritardo in un giudizio di divisione ereditaria, affermando che la presentazione tardiva non consente la sua ammissibilità. Inoltre, ha condannato la parte che ha proposto la querela al pagamento di una pena pecuniaria per abuso del processo.

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Sequestro conservativo su patrimonio socio

Il tribunale accoglie parzialmente il ricorso per sequestro conservativo, riconoscendo il fumus boni iuris per la simulazione dei contratti preliminari e per le somme distratte. Riconosciuto il periculum in mora solo in capo ad un resistente, il sequestro è concesso nei limiti della sua responsabilità.

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Responsabilità medica per omessa diagnosi

La sentenza afferma il principio di responsabilità medica per omessa diagnosi e per l’adozione di una terapia inadeguata, sottolineando l’obbligo di diligenza e prudenza che grava sui professionisti sanitari nell’esercizio della loro attività.

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Competenza territoriale per crediti pecuniari

La sentenza affronta la questione della competenza territoriale in materia di opposizione a decreto ingiuntivo per crediti pecuniari. Il Tribunale, inoltre, si pronuncia sulla fondatezza del decreto ingiuntivo, sulla sussistenza del credito e sulla validità della documentazione a supporto. Infine, esamina la domanda riconvenzionale per la risoluzione del contratto e il risarcimento danni.

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Responsabilità medica per interventi estetici e rivalsa

L’ordinanza afferma la responsabilità contrattuale di una struttura sanitaria e di un medico chirurgo per i danni subiti da una paziente a seguito di interventi di chirurgia estetica. Viene riconosciuto l’inadempimento del consenso informato, l’esecuzione non corretta degli interventi e la cattiva gestione post-operatoria. Viene altresì accolta la domanda di rivalsa avanzata dal medico nei confronti della struttura sanitaria e della compagnia assicurativa, con condanna di quest’ultima alla manleva parziale.

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Responsabilità dell'appaltatore per gravi difetti

Il Tribunale accoglie la domanda di risarcimento danni per gravi difetti costruttivi in un appartamento, affermando la responsabilità dell’impresa appaltatrice ex art. 1669 c.c., con condanna al pagamento del costo dei lavori di ripristino e al risarcimento del danno da diminuzione del valore dell’immobile.

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Caduta in SPA: responsabilità del gestore e concorso di colpa

Il gestore di una SPA è responsabile dei danni subiti da un cliente per la caduta su gradini bagnati, ma la responsabilità si riduce in caso di concorso di colpa del danneggiato. L’attore ha l’onere di provare il nesso causale tra la cosa e il danno, mentre il convenuto deve provare il caso fortuito. Il risarcimento del danno non patrimoniale deve essere personalizzato in base alle tabelle del Tribunale di Milano.

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Blocco codici IMEI di un telefono

La sentenza afferma il principio per cui il blocco dei codici IMEI di un telefono può essere disposto solo se strettamente correlato al traffico telefonico. Nel caso di un contenzioso tra utente e operatore, il blocco degli apparecchi non è legittimo se non sussiste un diritto dell’operatore sui dispositivi.

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Ripetizione di indebito, addizionali provinciali energia elettrica

Il tribunale, alla luce di recenti sentenze della Corte di Giustizia Europea, stabilisce che il consumatore finale non può agire direttamente contro il fornitore per il rimborso di imposte non dovute, ma deve rivolgersi all’ente impositore.

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Costituzione servitù di passaggio in assenza di interclusione

La sentenza ribadisce i principi giuridici in materia di costituzione e usucapione della servitù di passaggio, con particolare riferimento ai requisiti dell’apparenza, della continuità del possesso e dell’interclusione del fondo. Viene inoltre ribadito il principio in base al quale la servitù coattiva può essere costituita solo se il fondo su cui la stessa dovrebbe insistere è di proprietà del convenuto.

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Acquisto della proprietà per usucapione da parte del possessore

La sentenza afferma che il possesso continuato, ininterrotto, pacifico e pubblico di un bene immobile per oltre venti anni, ne determina l’acquisto della proprietà per usucapione da parte del possessore.

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Rilascio permesso di soggiorno per protezione speciale

Il diritto al rilascio di un permesso di soggiorno provvisorio in attesa della definizione del giudizio di merito per i richiedenti protezione internazionale, in base agli obblighi costituzionali ed internazionali dello Stato italiano derivanti dall’art. 5 comma 6 TUI e dall’art. 8 CEDU.

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Contratto di vendita con effetti reali

In un contratto di vendita con effetti reali, la proprietà del bene si trasferisce con il consenso delle parti. È necessario ricordare che nei casi si faccia valere un credito, è sufficiente che il creditore dimostri l’esistenza dello stesso ed il mancato adempimento del debitore. Spetterà, all’inverso, a quest’ultimo, dare la prova dell’inesatto o del mancato adempimento di controparte, oppure dell’impossibilità sopravvenuta di adempiere alla propria obbligazione, o ancora dell’estinzione del credito.

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