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Diritto del Lavoro

Corte d'Appello conferma l'illegittimità del licenziamento

La sentenza conferma il principio secondo cui il licenziamento per giustificato motivo oggettivo richiede una prova rigorosa da parte del datore di lavoro circa la sussistenza di un effettivo calo di lavoro. L’onere della prova non può ritenersi assolto in presenza di elementi probatori insufficienti o contraddittori.

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Sgravi contributivi per cooperative sociali

La sentenza si pronuncia sugli oneri probatori delle cooperative sociali per fruire degli sgravi contributivi, con particolare riguardo alla documentazione necessaria per attestare lo stato di svantaggio dei lavoratori.

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Distinzione tra mansioni aggiuntive e mansioni concordate

La sentenza chiarisce la distinzione tra mansioni aggiuntive e attività rientranti nelle mansioni concordate, con impatto sulla quantificazione del compenso variabile. Si sottolinea inoltre la rilevanza della prova documentale nell’ambito del contenzioso lavorativo, in particolare per quanto riguarda la corretta interpretazione delle clausole contrattuali.

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Sanzioni amministrative e lavoro straordinario

La sentenza afferma che il termine per la contestazione di una violazione amministrativa decorre dal momento in cui l’accertamento è completato, non dalla data del fatto. Inoltre, la mancata registrazione del lavoro straordinario sul libro unico del lavoro, pur se retribuito, è soggetta a sanzione, indipendentemente da evasioni contributive o retributive.

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Responsabilità datore di lavoro per esposizione all'amianto

La sentenza conferma i principi di diritto in tema di responsabilità del datore di lavoro per la sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolare in relazione all’esposizione ad agenti nocivi. Viene inoltre ribadita l’applicabilità del termine di prescrizione più lungo previsto per il reato di omicidio colposo in caso di decesso del lavoratore e la correttezza della liquidazione del danno da perdita del rapporto parentale secondo le tabelle di Milano.

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Prescrizione indennità cassa integrazione

La sentenza chiarisce che il termine di prescrizione per richiedere l’indennità di cassa integrazione non corrisposta dal datore di lavoro è decennale e inizia a decorrere dal momento in cui il diritto diventa certo ed esigibile, ovvero dalla data della sentenza che accerta l’esistenza del rapporto di lavoro.

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Illegittimità trattenute di solidarietà su pensioni

La sentenza ribadisce l’orientamento secondo cui non è consentito agli enti previdenziali privatizzati applicare trattenute di solidarietà su trattamenti pensionistici già liquidati, in quanto tale pratica lede il principio del pro rata e configura un’illegittima prestazione patrimoniale imposta unilateralmente.

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Accesso non autorizzato ad un sistema informatico aziendale

Viola le direttive del datore di lavoro il dipendente che, pur in posizione gerarchicamente sovraordinata rispetto al titolare delle credenziali di accesso ad un sistema informatico aziendale, se le faccia rivelare per farvi ingresso senza averne specifica autorizzazione.

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Corte d'Appello conferma: niente doppio TFR

La sentenza chiarisce che l’imputazione del pagamento da parte del datore di lavoro, effettuata tramite busta paga, è vincolante e non può essere modificata successivamente. Pertanto, il lavoratore non può richiedere al Fondo di Garanzia il pagamento di somme già corrisposte dal datore a titolo di TFR, anche se a titolo diverso.

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Deleghe e responsabilità del consiglio di amministrazione

Nelle società di capitali, gli obblighi a carico del datore di lavoro gravano indistintamente su tutti i componenti del consiglio di amministrazione, salvo il caso di delega, validamente conferita, della posizione di garanzia. Il consiglio di amministrazione, stanti, nel caso di delega gestoria, il dovere di vigilanza sull’andamento della gestione e il potere sostitutivo finalizzato all’esercizio della facoltà d’intervento in funzione sostitutiva, e, nel caso di delega di funzioni, il dovere di vigilanza, è gravato dall’obbligo inerente la gestione del rischio essendo il titolare del fascio di poteri in grado di incidere su esso perché su esso influente tramite l’adottata politica aziendale.

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CIGS e abuso del diritto in caso di cessione di ramo d'azienda

La sentenza affronta il tema dell’abuso del diritto in relazione alla cassa integrazione guadagni straordinaria (CIGS) nel caso di cessione di ramo d’azienda seguita da una sostanziale retrocessione. Il giudice ha analizzato la natura simulata dell’operazione, valutando la condotta delle parti e l’effettiva cessazione dell’attività aziendale. La sentenza ha inoltre affrontato il tema delle sanzioni contributive per evasione, distinguendo tra la semplice omissione contributiva e l’occultamento fraudolento dei rapporti di lavoro.

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ITP: Diploma non abilitante all'insegnamento

La sentenza ribadisce il principio di diritto secondo cui il solo possesso del diploma di maturità, pur se valido per l’accesso ai concorsi per l’insegnamento tecnico-pratico (ITP), non costituisce titolo abilitante. L’abilitazione all’insegnamento, necessaria per l’inserimento nella seconda fascia delle graduatorie di istituto, presuppone un percorso formativo ulteriore che attesti il possesso della capacità didattica, come ad esempio il conseguimento della laurea o di specifiche specializzazioni post-laurea.

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Rifiuto di differenze retributive per mansioni superiori

Nel lavoro pubblico, la disciplina delle mansioni superiori è regolata dall’art. 52 D.Lgs. 165/2001. Per il riconoscimento economico è necessario che le mansioni superiori siano state effettivamente svolte in modo prevalente e con pienezza di poteri e responsabilità, non essendo sufficiente lo svolgimento occasionale di alcune mansioni.

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Impianti audiovisivi e controllo a distanza dell'attività dei lavoratori

La Corte di Appello di Messina, in riforma della pronuncia di primo grado, aveva dichiarato la legittimità del licenziamento irrogato da XXX Spa a YYY con lettera del 2 novembre 2017. Anche nel vigore della nuova normativa è stata ritenuta rilevante “la contestazione, al lavoratore, di un fatto reato incidente sul patrimonio del datore di lavoro, mediante esame di informazioni raccolte da un impianto in precedenza autorizzato” (Cass.

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Accertamento rapporto lavoro subordinato e interposizione illecita

La sentenza affronta la tematica dell’interposizione illecita di manodopera e della validità dei contratti di appalto. Il giudice, accertata l’inesistenza di un contratto di appalto valido tra le società coinvolte, ha dichiarato la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato direttamente con l’utilizzatore.

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Iscrizione gestione commercianti e attività effettiva

La sentenza chiarisce che la mera qualità di socio accomandatario in società inattive, proprietarie solo di immobili concessi in locazione, non comporta l’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti. Tale obbligo sussiste solo in presenza di effettiva attività lavorativa con carattere di abitualità e prevalenza.

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Illegittimità del licenziamento per giusta causa

La sentenza ribadisce i principi in tema di onere probatorio in materia di giusta causa di licenziamento e proporzionalità tra la sanzione disciplinare ed i fatti addebitati al lavoratore.

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Improcedibilità del ricorso per mancata notifica

La sentenza afferma il principio per cui la notifica del ricorso introduttivo è un requisito essenziale per la procedibilità del giudizio. In mancanza, il ricorso è dichiarato improcedibile, con conseguente definitiva esecutività del titolo impugnato.

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Riconoscimento indennizzo per malattia professionale

La sentenza ribadisce il diritto del lavoratore all’indennizzo per le malattie professionali, con la valutazione del danno biologico e la determinazione della rendita in base alla percentuale di inabilità permanente accertata.

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Illegittimità del licenziamento di un dirigente

La sentenza affronta il tema del licenziamento del dirigente in presenza di un patto di non concorrenza, analizzando la legittimità del recesso datoriale alla luce dei doveri di fedeltà e correttezza del dirigente e della sussistenza di un’effettiva attività in concorrenza. Il giudice ha inoltre vagliato la sussistenza dei presupposti per l’applicazione dell’art. 1345 c.c., in relazione alla natura ritorsiva del licenziamento.

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