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Diritto Fallimentare

Apertura della liquidazione controllata per ex imprenditore

La sentenza chiarisce che la cessazione dell’attività e la cancellazione dal registro delle imprese non consentono l’apertura della liquidazione giudiziale ma permettono l’accesso alla liquidazione controllata, qualora sussistano i presupposti, come nel caso di specie. Tale strumento è riservato a diverse categorie di debitori, tra cui gli ex imprenditori, e si applica in presenza di sovraindebitamento.

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Misure protettive per start-up innovativa in crisi

Il Tribunale ha accolto il ricorso di una società in crisi che ha richiesto misure protettive per evitare azioni esecutive individuali da parte dei creditori. La decisione si basa sul principio della tutela dell’operatività aziendale durante le trattative per il risanamento e sulla necessità di evitare un pregiudizio irreparabile alla società.

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Liquidazione controllata di una startup innovativa

La sentenza affronta la disciplina della liquidazione controllata per le startup innovative, evidenziando come la verifica dei requisiti di legge sia essenziale per l’applicazione di tale procedura. Viene inoltre analizzata la sussistenza del sovraindebitamento come condizione necessaria per l’accesso alla procedura.

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Validità della notifica a società cancellata dal registro imprese

La sentenza affronta il tema della validità della notifica a società cancellata dal registro imprese e dell’onere della prova in capo all’imprenditore in merito alla sussistenza dei requisiti dimensionali per l’esonero dalla procedura di liquidazione. Viene inoltre ribadito il principio di rilevanza della data di cancellazione dal registro delle imprese rispetto a quella effettiva di cessazione dell’attività.

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Liquidazione giudiziale e insussistenza dei requisiti dimensionali

La sentenza chiarisce i criteri per la corretta individuazione dei requisiti dimensionali per l’assoggettabilità alla liquidazione giudiziale, con particolare riferimento al calcolo dei ricavi lordi e dell’attivo patrimoniale.

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Disposizioni in materia di appalti pubblici e azione revocatoria

Il giudice ha rigettato la domanda di revoca dei pagamenti effettuati da un Ministero a un’impresa subappaltatrice. Sebbene la delegazione di pagamento sia generalmente considerata un mezzo anormale di pagamento, nel caso di specie le specifiche disposizioni in materia di appalti pubblici la configurano come modalità di adempimento fisiologica e necessitata. Inoltre, non è stata fornita prova della conoscenza dello stato di insolvenza da parte del convenuto, né di un effettivo pregiudizio alla massa dei creditori.

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Apertura Liquidazione Controllata del Patrimonio

La sentenza accoglie il ricorso per l’apertura della liquidazione controllata, verificando lo stato di sovraindebitamento del debitore e la sussistenza dei presupposti di legge. Viene nominato un liquidatore e vengono definiti i termini e le modalità della procedura.

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Inefficacia pagamenti in concordato preventivo

La sentenza affronta la tematica dell’inefficacia dei pagamenti in ambito di concordato preventivo. Viene affermato il principio per cui i pagamenti effettuati prima della dichiarazione di fallimento, sebbene in costanza di concordato preventivo, non siano soggetti a revocatoria fallimentare ex art. 44 L.F. ma possono essere dichiarati inefficaci ex art 161 comma 7 L.F. se costituiscono atti di straordinaria amministrazione non autorizzati. Diversamente, i pagamenti eseguiti dopo la dichiarazione di fallimento sono soggetti a revocatoria fallimentare.

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Rigetto azione revocatoria pagamenti antecedenti al fallimento

Il Tribunale, richiamando i principi in materia di azione revocatoria ex art. 66 l.f. e di natura novativa o meno degli accordi transattivi, ha ritenuto che i pagamenti effettuati dalla società fallita non fossero revocabili in quanto eseguiti in forza di un accordo transattivo in adempimento di debiti scaduti.

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Rigetto azione revocatoria fallimentare

L’azione revocatoria fallimentare ex art. 67 L.F. richiede la prova della conoscenza dello stato di insolvenza da parte del terzo che ha beneficiato del pagamento. Tale prova deve essere fornita dal curatore con elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti che dimostrino la consapevolezza del terzo circa la decozione del debitore.

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Azione revocatoria, revoca contratto compravendita per frode

Il Tribunale accoglie la domanda di revoca di un contratto di compravendita immobiliare per frode in danno del fallimento, dichiarando l’inefficacia dell’atto nei confronti della procedura concorsuale. La sentenza fa applicazione dei principi generali in tema di azione revocatoria ex art. 2901 c.c., in particolare con riguardo alla sussistenza del credito, all’eventus damni, al consilium fraudis e alla prova della scientia damni.

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Competenza territoriale e insolvenza

Il caso analizza la tardività dell’eccezione di incompetenza territoriale se sollevata solo durante la fase di reclamo contro una sentenza dichiarativa di fallimento. Inoltre, si esaminano gli elementi costitutivi dello stato d’insolvenza societaria.

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Apertura liquidazione controllata del patrimonio

La sentenza affronta il tema del sovraindebitamento e dell’accesso alla procedura di liquidazione controllata del patrimonio. Il Tribunale, verificati i presupposti di legge, ha dichiarato aperta la procedura, nominando il liquidatore e stabilendo le modalità di pagamento dei creditori, garantendo al debitore il minimo vitale.

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Conferma misure protettive ex art. 18 CCII

La sentenza analizza i presupposti per la concessione e la conferma delle misure protettive a favore delle imprese in crisi, evidenziando la necessità di bilanciare l’interesse del debitore al risanamento con quello dei creditori a non subire pregiudizi. Il Tribunale sottolinea l’importanza della valutazione caso per caso, tenendo conto del piano di risanamento, delle trattative in corso e della posizione dei creditori.

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Rigetto reclami contro omologa concordato semplificato

La sentenza affronta il tema del concordato semplificato e della falcidia dei crediti prededucibili. La Corte ha stabilito che il rispetto dell’ordine delle cause di prelazione è irrinunciabile, ma la soddisfazione non integrale dei crediti privilegiati è ammissibile in caso di incapienza dei beni su cui insiste la causa di prelazione.

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Apertura Liquidazione Controllata e Nomina Organi

La sentenza riguarda l’apertura di una procedura di liquidazione controllata per un debitore sovraindebitato. Il Tribunale, verificati i presupposti di legge, nomina il Giudice Delegato e il Liquidatore, definendo le modalità di pagamento, i beni esclusi dalla procedura e i termini per la presentazione delle domande di ammissione al passivo.

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Crediti ceduti in factoring e competenza Tribunale fallimentare

Il Tribunale, evidenziando la necessità del litisconsorzio necessario del cedente fallito in una controversia tra ceduto e cessionario, revoca il decreto ingiuntivo e dichiara la competenza del Tribunale fallimentare. Si ribadisce che le azioni che incidono sul patrimonio del fallito, compresi gli accertamenti che costituiscono premessa di una pretesa nei confronti della massa, ricadono sotto la giurisdizione del Tribunale fallimentare.

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Sovraindebitamento, omologa piano di ristrutturazione del debito

La sentenza affronta la questione della ristrutturazione del debito di un consumatore, analizzando i requisiti di ammissibilità e la fattibilità del piano proposto. Il Tribunale valuta le condizioni di sovraindebitamento, l’assenza di colpa grave e le possibili alternative liquidatorie. Vengono inoltre esaminate le opposizioni dei creditori, in particolare in merito alla convenienza del piano rispetto alla liquidazione controllata.

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Apertura Liquidazione Controllata - Debitore Sovraindebitato

La sentenza riguarda l’apertura della procedura di liquidazione controllata per un debitore sovraindebitato. Il Tribunale, verificati i presupposti di legge, nomina il liquidatore, determina la somma da destinare al mantenimento del debitore e disciplina le modalità di pagamento dei creditori.

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Apertura Liquidazione Controllata ex art. 268 CCII

Il Tribunale, verificati i presupposti di legge, dichiara aperta la liquidazione controllata del patrimonio di un debitore sovraindebitato. La sentenza determina la somma da destinare al mantenimento del debitore e disciplina le modalità di gestione della procedura, individuando il liquidatore e stabilendo i termini per la presentazione delle domande dei creditori.

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