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Giurisprudenza Civile

Sanzioni Consob per omessa vigilanza

La sentenza afferma la responsabilità degli organi di controllo societari nell’assicurare la corretta rappresentazione delle pratiche di governance. L’omessa comunicazione al mercato di prassi difformi dal codice di autodisciplina, pur in assenza di danno, configura un illecito sanzionabile.

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Stato di ebbrezza in incidente stradale mortale

La Corte d’Appello ha confermato il principio per cui la violazione del codice della strada non costituisce automaticamente nesso di causa con l’evento dannoso. In tema di risarcimento del danno da perdita del rapporto parentale, la durata della vita del superstite è elemento rilevante per la liquidazione.

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Responsabilità contrattuale dell'avvocato

La sentenza ribadisce il dovere di diligenza e di informazione dell’avvocato nell’esecuzione dell’incarico professionale, anche nel caso in cui l’incarico non abbia esito positivo. In particolare, l’avvocato ha il dovere di informare il cliente dell’eventuale fallimento del debitore e di consigliarlo sulle possibili iniziative da intraprendere.

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Fattura commerciale annotata nelle scritture contabili

La sentenza analizza il tema della competenza territoriale in relazione al foro del contratto. Inoltre, si evidenzia come la fattura commerciale, se annotata nelle scritture contabili, possa costituire piena prova dell’esistenza del credito.

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Somministrazione, Interruzione forniture e congruità del preavviso

La sentenza chiarisce i requisiti del contratto di somministrazione e la necessità di un preavviso congruo in caso di recesso, con particolare riguardo alla valutazione dei danni da mancato guadagno.

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Sospensione dell'esecuzione di una sentenza

L’ordinanza chiarisce la possibilità di sospendere l’esecuzione di una sentenza in caso di impugnazione, se vi siano fondati motivi per ritenere l’impugnazione fondata o se vi sia il rischio di un pregiudizio grave e irreparabile per la parte che subirebbe l’esecuzione. Nel caso di specie la Corte ha ritenuto che non sussistessero tali condizioni.

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Fideiussione e solidarietà passiva nel contratto di finanziamento

La sentenza chiarisce la distinzione tra la qualifica di fideiussore e quella di coobbligato, distinguendo tra natura dell’obbligazione e fonte della stessa. Viene ribadita l’importanza dell’articolo 1957 c.c. in tema di fideiussione e il principio di accessorietà della garanzia fideiussoria rispetto all’obbligazione principale.

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Amministratore di una società di capitali e incompatibilità

Sussiste l’assoluta incompatibilità tra la qualità di lavoratore dipendente di una società di capitali e la carica di presidenza del consiglio di amministrazione o di amministratore unico della stessa, in quanto il cumulo nella stessa persona dei poteri di rappresentanza dell’ente sociale, di direzione, di controllo e di disciplina rende impossibile quella diversificazione delle parti del rapporto di lavoro e delle relative distinte attribuzioni che è necessaria perché sia riscontrabile l’essenziale ed indefettibile elemento della subordinazione, con conseguente indeducibilità dal reddito della società del relativo costo da lavoro dipendente.

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Qualificazione del contratto come contratto d'opera e non d'appalto

La Corte d’Appello ha confermato la sentenza di primo grado che aveva rigettato le domande di risoluzione contrattuale e risarcimento danni per inadempimento. È stato ritenuto che il committente non avesse provato i vizi e le difformità dell’opera, agendo in violazione della buona fede. Inoltre, è stata ritenuta corretta la qualificazione del contratto come contratto d’opera e non d’appalto, confermando l’accoglimento dell’eccezione di prescrizione.

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Risoluzione contratto d'appalto per grave inadempimento

La sentenza conferma il principio secondo cui la fornitura di un macchinario privo delle necessarie certificazioni di sicurezza e non conforme alla Direttiva Macchine costituisce grave inadempimento contrattuale, giustificando la risoluzione del contratto d’appalto e il risarcimento del danno.

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Mancato superamento periodo di prova e nuova assunzione

Il mancato superamento del periodo di prova non costituisce causa ostativa alla partecipazione a un nuovo concorso pubblico e alla successiva assunzione a tempo indeterminato. Tale principio si applica anche nel caso in cui il dipendente sia stato precedentemente dispensato dal servizio per mancato superamento del periodo di prova, in quanto la dispensa non produce effetti preclusivi sulla possibilità di instaurare nuovi rapporti di lavoro con la Pubblica Amministrazione.

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Inammissibilità dell'appello - Notifica PEC

La sentenza conferma la validità della notifica di un atto effettuata tramite un indirizzo PEC istituzionale non presente nei pubblici elenchi, purché il dominio del mittente sia facilmente riconducibile all’ente e consenta al destinatario di identificarne la provenienza senza incertezze. Viene inoltre ribadito che l’onere della prova relativa alla ricezione di un atto ricade sul destinatario.

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Risoluzione contratto di locazione per gravi inadempimenti

La sentenza conferma la risoluzione di un contratto di locazione per gravi inadempimenti del conduttore. Si evidenzia come la gravità degli inadempimenti, seppur non impedendo la prosecuzione dell’attività, abbiano inciso sull’equilibrio contrattuale. Si ribadisce, inoltre, il principio secondo cui la valutazione della non scarsa importanza dell’inadempimento è implicita quando questo riguarda obbligazioni primarie del contratto come il pagamento del canone.

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Mancato avveramento di una condizione sospensiva

La Corte d’Appello ha stabilito che il mancato avveramento di una condizione sospensiva, come la vendita di un terreno, esclude l’obbligo di pagamento del corrispettivo pattuito, sebbene la mancata vendita sia dovuta alla scelta del proprietario. La sentenza chiarisce la differenza tra condizione potestativa e condizione meramente potestativa, sottolineando come nel caso di specie non fosse applicabile l’istituto dell’avveramento fittizio della condizione ex art. 1359 c.c.

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Responsabilità da cose in custodia e quantificazione del danno

La sentenza ribadisce i principi in tema di responsabilità da cose in custodia ex art. 2051 c.c., rigettando l’appello incidentale del Comune. In merito al danno non patrimoniale, si precisa che le tabelle del Tribunale di Milano si applicano solo ai sinistri stradali e non a quelli da cose in custodia.

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Rigettato ricorso per sequestro conservativo in sede di appello

La sentenza ribadisce l’importanza dell’adempimento degli obblighi contrattuali, in particolare in presenza di una condizione risolutiva. Viene inoltre ribadita l’autonomia contrattuale delle parti nella scelta della forma di garanzia, ammettendo la fideiussione in luogo della caparra confirmatoria.

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Risoluzione del contratto di locazione

La sentenza chiarisce che la risoluzione di diritto di un contratto, anche in presenza di un’apposita clausola, si produce solo con la comunicazione all’altra parte dell’intenzione di avvalersene. Il semplice ritardo nel pagamento di un canone, peraltro successivamente saldato, non configura un inadempimento tale da giustificare la risoluzione, in assenza di una esplicita dichiarazione di risoluzione.

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Risarcimento danni per ritardata assunzione

La sentenza conferma il principio di diritto secondo cui il lavoratore danneggiato da un comportamento illegittimo della pubblica amministrazione ha l’onere di adottare comportamenti attivi per mitigare il danno, ma tali comportamenti non devono essere gravosi o comportare rischi o sacrifici eccessivi. Nel caso di specie, la Corte ha ritenuto che la docente non fosse tenuta a trasferirsi in altra provincia per ottenere supplenze che le avrebbero consentito di maturare i punteggi necessari per l’assunzione, in quanto ciò avrebbe comportato un sacrificio personale e familiare eccessivo.

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Revoca ingiunzioni rette RSA per prestazioni sanitarie

La sentenza stabilisce che le prestazioni erogate da una RSA a pazienti con patologie psichiatriche, seppur con gradualità diverse, integrano prestazioni sanitarie a rilevanza sociale o sociosanitarie ad elevata integrazione sanitaria, escludendo l’obbligo di contribuzione da parte degli enti locali e riconducendo la spesa a carico del sistema sanitario nazionale.

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Simulazione contratto e penale eccessiva

La sentenza ribadisce i principi della simulazione contrattuale e della riduzione della penale eccessiva per mancato rispetto dei principi di buona fede e correttezza contrattuale.

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