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Giurisprudenza Civile

Cessione del credito e buona fede del debitore ceduto

Il giudice ha parzialmente accolto l’opposizione a decreto ingiuntivo, confermando che la buona fede del debitore che paga al creditore apparente (cessionario) lo libera solo se basata su circostanze univoche e solo fino a quando persistono. Se emergono dubbi sulla legittimazione del cessionario, il debitore ha un obbligo di verifica.

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Responsabilità esclusiva in sinistro stradale e risarcimento

La sentenza conferma il principio di responsabilità extracontrattuale in ambito di circolazione stradale, sottolineando l’importanza del modulo CAI come prova presuntiva. Viene inoltre ribadito il diritto al risarcimento integrale del danno, comprensivo di spese accessorie, in caso di riparazione antieconomica del veicolo.

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Manutenzione verde condominiale e inadempimento

Il Tribunale ha rigettato l’opposizione avverso un decreto ingiuntivo, ritenendo che l’opponente non abbia fornito prova delle inadempienze contrattuali della controparte. È stato inoltre ritenuto valido il riconoscimento di debito effettuato dall’opponente, con conseguente inversione dell’onere della prova. Il giudice ha altresì evidenziato come l’eccezione di inadempimento, sollevata tardivamente e senza che ne ricorressero i presupposti, non possa essere accolta.

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Aspettativa e vincolo quinquennale

In materia di pubblico impiego privatizzato, l’articolo 35, comma 5-bis, del D.Lgs. n. 165/2001, che impone ai vincitori di concorso di permanere nella sede di prima destinazione per almeno un quinquennio, non trova applicazione nell’ipotesi di aspettativa ex articolo 23-bis dello stesso decreto, in quanto norma non imperativa. La ratio dell’articolo 35, comma 5-bis, è quella di garantire la copertura dei posti vacanti per i quali è stato espletato un concorso pubblico, mentre l’aspettativa di cui all’articolo 23-bis non pregiudica tale esigenza, in quanto sospende il rapporto di lavoro solo temporaneamente.

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Ingiustificata rottura delle trattative

La sentenza affronta la complessa questione della natura giuridica della lettera d’intenti e dei suoi effetti vincolanti tra le parti e verso terzi. Inoltre, analizza le conseguenze dell’inadempimento contrattuale, distinguendo tra responsabilità contrattuale e precontrattuale. Infine, chiarisce i limiti dell’eccezione di inadempimento nei contratti a prestazioni corrispettive e la differenza tra decadenza e presupposizione.

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Rigettato ricorso per lavoro subordinato non provato

Il giudice ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato perché non ha fornito prove sufficienti a dimostrare l’esistenza del rapporto. Il lavoratore si è contraddetto nelle sue dichiarazioni e non ha prodotto testimoni a sostegno delle sue affermazioni.

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Mancata presegnalazione postazione scout speed

E’ illegittima la sanzione amministrativa per superamento del limite di velocità accertato con apparecchio scout speed in assenza di preventiva segnalazione della postazione di controllo, poiché l’art. 3 del D.M. 15 agosto 2007, che esonerebbe dalla presegnalazione l’uso di strumenti di rilevazione della velocità con modalità dinamica, è in contrasto con l’art. 142, comma 6 bis, del Codice della strada che prevede la preventiva segnalazione e visibilità delle postazioni di controllo.

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Determinazione sanzione per software senza licenza

Il Tribunale di Torino si è pronunciato in merito alla legittimità del criterio di calcolo “ibrido” per la determinazione della sanzione amministrativa pecuniaria in caso di utilizzo di software senza licenza. Il Giudice ha ritenuto legittimo tale criterio, in quanto conforme ai principi di corretta e proporzionale quantificazione del disvalore giuridico del fatto. Inoltre, ha precisato che nel quantificare la sanzione si deve far riferimento al prezzo di mercato del software al momento della violazione, a prescindere dalla successiva obsolescenza del prodotto.

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Concorrenza sleale tra imprese di pompe funebri

Il Tribunale di Torino ha rigettato la domanda di concorrenza sleale tra due imprese di pompe funebri, affermando che l’uso di nomi e segni distintivi simili non era sufficiente a creare confusione nel pubblico e che la localizzazione dell’attività non costituiva di per sé un atto di concorrenza sleale.

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Compensi di progettazione, validità accordo verbale

Il principio di libertà delle forme contrattuali comporta che, anche in assenza di un accordo scritto, un accordo verbale documentato può essere considerato valido ed efficace. L’abuso dello strumento processuale può comportare sanzioni, anche in assenza di un danno quantificabile.

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Decreto ingiuntivo per consegna documenti bancari

La sentenza afferma il diritto del cliente ad ottenere la documentazione bancaria relativa al proprio rapporto contrattuale (artt. 117 e 119 TUB). Tuttavia, sottolinea anche l’importanza dei principi di buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto (art. 1375 c.c.), rilevando come un esercizio abusivo del diritto possa integrare una responsabilità aggravata (art. 96 c.p.c.).

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Rideterminazione compensi CTU

Il giudice, in tema di liquidazione dei compensi ai periti, deve tenere conto del tempo effettivamente impiegato per l’espletamento dell’incarico, a prescindere dal termine concesso per il deposito della relazione. La quantificazione delle vacazioni deve essere congrua rispetto alla mole di lavoro effettivamente svolta e al grado di complessità dell’incarico.

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Sospensione dell'esecuzione per rilascio di immobile

L’ordinanza ribadisce che il decreto di modifica delle condizioni di divorzio, pur costituendo titolo esecutivo, non attribuisce automaticamente il diritto di ottenere la restituzione dell’immobile. E’ necessaria la presenza di un titolo esecutivo valido e la legittimazione ad agire del soggetto che procede all’esecuzione forzata.

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Esecuzione prestazioni da parte del creditore, onere della prova

La sentenza ribadisce l’onere probatorio del creditore procedente nel processo di opposizione a decreto ingiuntivo, affermando che la produzione delle sole fatture non è sufficiente a dimostrare l’effettuazione della prestazione, ma sono necessari ulteriori elementi probatori, nonostante la sussistenza di un contratto.

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Istanza di protezione internazionale

Il diritto alla formalizzazione della domanda di protezione internazionale prevale sulle difficoltà organizzative degli uffici competenti. L’Amministrazione è tenuta ad adottare misure concrete per garantire la registrazione delle domande in tempi rapidi, in quanto l’interesse del richiedente è da considerarsi urgente e meritevole di tutela.

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Responsabilità professionale del commercialista

Il caso analizza la responsabilità del professionista per colpa professionale, in particolare l’onere della prova del danno e del nesso di causalità tra la condotta del professionista ed il pregiudizio del cliente. Viene ribadito come non sia sufficiente il mancato adempimento ma sia necessaria la prova del nesso causale tra condotta omissiva ed evento dannoso.

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Ricorso contro sanzione disciplinare

La sentenza conferma la legittimità del potere organizzativo del datore di lavoro in materia di orario di lavoro e sanzioni disciplinari, purché esercitate nei limiti previsti dai contratti collettivi.

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Inefficacia atto di compravendita per azione revocatoria

La sentenza conferma la possibilità di ricorrere all’azione revocatoria per tutelare il diritto di credito, qualora sussistano i presupposti di legge, tra cui l’eventus damni e la scientia damni. Nel caso specifico, il Tribunale ha ritenuto integrati entrambi i requisiti in quanto l’atto di disposizione, successivo al sorgere del credito, ha reso più incerto e difficile il soddisfacimento del credito stesso.

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Illegittimità del licenziamento per mancato scontrino

Nel caso di un dipendente addetto alla ristorazione su treni, l’omissione dell’emissione di uno scontrino e il trattenimento di una somma di denaro, pur costituendo un’azione grave e contraria ai doveri del lavoratore, non giustificano automaticamente il licenziamento. Il giudice, nel valutare la legittimità del licenziamento, deve valutare la proporzionalità tra la condotta contestata e la sanzione irrogata, tenendo conto della gravità del fatto, delle sue conseguenze e dell’intensità dell’elemento intenzionale.

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Il Giudicato e i contributi previdenziali

Il principio di diritto affermato stabilisce che l’accertamento giurisdizionale sull’illegittimità di una trattenuta contributiva, basata su una specifica delibera, per un determinato periodo, fa stato anche per periodi successivi se la trattenuta deriva dalla medesima delibera dichiarata illegittima.

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