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Mediazione atipica, c.d. procacciatore di affari

L’ipotesi della mediazione atipica, o del c. d. procacciatore di affari, rientra nell’ambito di applicabilità della disposizione prevista dall’art. 2 della legge n. 39 del 1989, ragion per cui il suo svolgimento in difetto di tale condizione esclude, ai sensi dell’art.

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Pubblicato il 22 ottobre 2010 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

L’ipotesi della mediazione atipica, o del c.d. procacciatore di affari, rientra nell’ambito di applicabilità della disposizione prevista dall’art. 2, comma 4, della legge n. 39 del 1989, che disciplina anche ipotesi atipiche di mediazione, stante la rilevanza, nell’atipicità che assume il connotato della mediazione, alla quale si accompagna l’attività ulteriore in vista della conclusione dell’affare.

Pertanto, anche per l’esercizio di questa attività è richiesta l’iscrizione nell’albo degli agenti di affari in mediazione di cui al menzionato art. 2 della legge n. 39 del 1989, ragion per cui il suo svolgimento in difetto di tale condizione esclude, ai sensi dell’art. 6 della stessa legge, il diritto alla provvigione.

Cassazione Civile, Sezione Terza, Sentenza n. 16147 dell’8 luglio 2010

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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