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Procedura Civile

Spese processuali, soccombenza reciproca

Cassazione Civile, Sezione Terza, Sentenza 15 gennaio 2013 n. 790

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Mancata contestazione, comportamento rilevante

Cassazione Civile, Sezione Prima, Sentenza n. 3402 del 12 febbraio 2013

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Custode per beni sottoposti a sequestro

L’ontologica difformità tra le funzioni demandabili al custode per l’amministrazione dei beni sottoposti a sequestro – custodia e conservazione, ovvero amministrazione e gestione – impone, in logica conseguenza, di verificarne la legittimazione sostanziale e processuale in concreto, in correlazione all’espletamento della funzione che, nella gamme delle competenze del suo uffizio, esso intende svolgere. Il corollario comporta che, spettando all’amministrazione della società la legittimazione iure proprio a resistere alla richiesta di fallimento e quindi a reclamare la successiva sentenza, l’amministratore giudiziario, nell’esercizio di quella stessa funzione, ha veste sostanziale e processuale che lo legittima ad assumere analoga iniziativa.

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Custode dei beni sequestrati ex art. 316-317 c.p.c.

Diversa è la funzione demandata al custode dei beni sequestrati ex art. 316-317 c. p. c. che è sottesa alla mera conservazione dei beni sequestrati, e pertanto, non confligge con l’apertura del fallimento che, pur determinando lo spossessamento della gestione di quei beni, non determina sottrazione alla garanzia patrimoniale, in vista della quale è emessa la misura cautelare.

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Accessione invertita, domanda riconvenzionale

La c. d. accessione invertita, comportando per sua natura l’imprescindibile necessità di una pronuncia del giudice costitutiva del diritto di proprietà a favore di chi, nel costruire, ha occupato una porzione dell’attiguo fondo altrui e, nel contempo, estintiva del correlativo diritto del proprietario dell’area occupata, deve necessariamente formare oggetto di una vera e propria domanda riconvenzionale, non potendo essere neppure invocata in via di mera eccezione, né di semplice difesa.

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Amministratore giudiziario, quote sociali, diritti connessi

Lo spettro d’azione dell’amministratore giudiziario, comprensivo della custodia ma non circoscritto ad essa, lo legittima, se la misura colpisce le quote sociali, ad esercitare i diritti connessi, partecipando perciò alle assemblee ed esprimendo il voto in luogo dei soci e in logica conseguenza ad impugnare le delibere assembleari ai sensi dell’art. 2377 c. c. , e, peraltro, se la misura tende alla prosecuzione della gestione sociale per evitare la protrazione dei reati per loro tramite ovvero per mantenerli in vista della confisca, ad attivarsi, anche in sede giudiziaria, per garantire suddetta finalità, sostituendosi, in tutte le conseguenti necessarie iniziative, all’amministratore ordinario.

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Procedimento sommario ex art. 702 bis c.p.c.

Il procedimento sommario di cui all’art. 702 bis e ss. c.p.c. è inapplicabile dinanzi al giudice di pace, essendo, invece, applicabile alle sole controversie di competenza del tribunale in composizione monocratica. Cassazione Civile, Sezione Seconda, Ordinanza n. 23691 dell’11 novembre 2011

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Art. 382 c.p.c, cassazione senza rinvio

382 c. p. c. debba essere interpretato nel senso che non è luogo ad adottare cassazione senza rinvio le volte in cui sia indubbia la potestas judicandi del giudice che ha emesso la sentenza cassata e che la ragione della giurisdizione stessa con riguardo alle prerogative costituzionali della parte pubblica del processo.

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Cassazione senza rinvio, giudice privo di giurisdizione

382 c. c. , a seguito della introduzione nell’ordinamento delle norme che attuano il principio della translatio judicii, e, segnatamente degli artt.

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Riforma della pronuncia di primo grado, motivazione

Il giudice del gravame, per l’ipotesi in cui riformi totalmente la pronuncia di primo grado, ha l’obbligo, non solo di precisare dettagliatamente le ragioni che giustificano la propria decisione, ma altresì di confutare specificamente gli argomenti posti dal giudice di primo grado a fondamento della diversa soluzione adottata, dando conto delle ragioni delle incompletezza ed incoerenza della motivazione che supporta detta decisione, tali da giustificare la riforma del provvedimento impugnato.

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Procedimento sommario, questione di pregiudizialità

702-bis c. p. c. , insorga una questione di pregiudizialità rispetto ad altro giudizio, il giudice deve disporre il passaggio al rito della cognizione piena, secondo quanto disposto dall’art.

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Opposizione a decreto ingiuntivo, termine di costituzione

Nei procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della legge 29 dicembre 2011, n. 218, l’art.

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Quietanza di pagamento, confessione stragiudiziale

Se appare generalmente condiviso il riconoscimento della quietanza di pagamento ex art. 2733 comma 2 e 2735 c. c. , tra le parti, della specifica corresponsione di una determinata somma di denaro per un determinato titolo, potendo conseguentemente essere contestata tale dichiarazione esclusivamente nei limiti consentiti (errore di fatto o violenza) dall’art.

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Ordine di esibizione, insindacabilità

Cassazione Civile, Sezione Lavoro, Sentenza n. 4375 del 23 febbraio 2010

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Sentenza, vizi della motivazione

Cassazione Civile, Sezione Seconda, Sentenza n. 5091 del 3 marzo 2010

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Statuizione di inammissibilità, impugnazione

Qualora il giudice, dopo una statuizione di inammissibilità (o declinatoria di giurisdizione o di incompetenza), con la quale si è spogliato della potestas iudicandi in relazione al merito della controversia, abbia impropriamente inserito nella sentenza argomentazioni sul merito, la parte soccombente non ha l’onere né l’interesse ad impugnare. Conseguentemente, è inammissibile, per difetto di interesse, l’impugnazione nella parte in cui pretenda un sindacato anche in ordine alla motivazione sul merito, svolta ad abundantiam nella sentenza gravata.

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Giudicato esterno a seguito di una sentenza della Cassazione

Cassazione Civile, Sezione Seconda, Sentenza n. 5091 del 3 marzo 2010

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Foro del consumatore, derogabilità

1469 bis c. c. , III C. , n. 19, e 1649 ter c. c. , il c. d. foro del consumatore è esclusivo ma derogabile, e la presunzione di vessatorietà della clausola di relativa deroga è superabile, ad onere del professionista, solamente con la dimostrazione dell’essere la medesima stata oggetto di trattativa, e ciò anche laddove la pattuizione si sia tradotta nell’indicazione derogatoria di una località coincidente con l’applicazione di uno dei criteri delineati dal codice di rito.

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Opposizione a decreto ingiuntivo

La sentenza di accoglimento anche parziale dell’opposizione sostituisce comunque il decreto ingiuntivo opposto, secondo quanto dispone l’art.

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Compensi professionali avvocato

Quando un decreto ingiuntivo sia stato adottato per i compensi professionali di un avvocato, al giudizio di opposizione si applicano certamente gli artt. 28, 29 e 30 legge 794 del 1942. Ma per tutto quanto non previsto da queste disposizioni speciali, il giudizio è regolato dalle norme sull’ordinario giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo. Cassazione […]

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