La natura di diritto fondamentale della pretesa del figlio al mantenimento, all’istruzione e all’educazione è stata già affermata in una rilevante pronuncia della Suprema Corte, che, muovendo dal combinato disposto degli artt. 2043 c.c. e 2 Cost., ha riconosciuto ad un figlio, privato per anni dell’assegno di mantenimento e di ogni sostegno educativo ed affettivo da parte del padre, il risarcimento del danno esistenziale e alla vita di relazione, quale danno ulteriore e diverso sia dal danno biologico sia da quello morale, e derivante dalla violazione non di un mero diritto di contenuto patrimoniale, ma di sottesi e più pregnanti diritti fondamentali della persona in quanto figlio e in quanto minore.
Orientata nella stessa direzione di tutela, appare anche la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, allorquando, precisa che parte fondamentale della vita familiare protetta dalla normativa convenzionale è il godimento, da parte del genitore e del figlio, della reciproca compagnia, quand’anche la relazione fra i genitori si sia interrotta o non via sia mai stata coabitazione tra figlio e genitore.
Anche nell’ordinamento comunitario (art. 24, comma 3, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea) viene riconosciuto con particolare incisività il diritto del minore di intrattenere regolarmente relazioni personali e contatti diretti con i due genitori, salvo qualora ciò sia contrario al suo interesse.
Cassazione Penale, Sentenza n. 51488 del 24 ottobre 2013, depositata il 19 dicembre 2013
La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di
Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.
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