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Esercizio abusivo della professione, configurabilità

Ai fini della configurabilità del delitto esercizio abusivo della professione, non è necessario il compimento di una serie di atti, ma è sufficiente il compimento di un’unica e isolata prestazione riservata ad una professione per la quale sia richiesta una speciale abilitazione, mentre non rileva la mancanza di scopo di lucro nell’autore o l’eventuale consenso del destinatario della prestazione, in quanto l’interesse leso, essendo di carattere pubblico è indisponibile. Nella specie un ragioniere non iscritto all’Albo Professionale, esercitava abusivamente l’attività professionale per conto di un curatore fallimentare.

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Pubblicato il 27 novembre 2008 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale

Ai fini della configurabilità del delitto esercizio abusivo della professione, non è necessario il compimento di una serie di atti, ma è sufficiente il compimento di un’unica e isolata prestazione riservata ad una professione per la quale sia richiesta una speciale abilitazione, mentre non rileva la mancanza di scopo di lucro nell’autore o l’eventuale consenso del destinatario della prestazione, in quanto l’interesse leso, essendo di carattere pubblico è indisponibile.

Nella specie un ragioniere non iscritto all’Albo Professionale, esercitava abusivamente l’attività professionale per conto di un curatore fallimentare.

Cassazione Penale, Sezione Sesta, Sentenza n. 42790 del 10 ottobre 2007 – depositata il 20 novembre 2007

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